Elredo De Rieval, Oración Pastoral
Entrega total de un Abad
“Señor, tú conoces mi corazón. Cuanto des a tu siervo quiero emplearlo y consumirlo para su bien. Incluso yo mismo me entregaré gustoso en su favor (2 Cor 12, 15). Así sea, Señor, así sea. Mis sentimientos y mis palabras, mi ocio y actividad, mis acciones y pensamientos, mi prosperidad y adversidad, mi vida y mi muerte, mi salud y enfermedad, todo lo que soy, lo que vivo, siento y comprendo, todo lo emplearé para ésos por quienes tú mismo no dudaste entregarte.
Enseña, pues, Señor, a este siervo tuyo; enséñame, repito, por tu Espíritu Santo cómo darme a ellos y cómo desvivirme por su bien.
Concédeme, Señor, por tu gracia inefable, soportar con paciencia sus debilidades, compartirlas con misericordia y ayudarles con discreción. Que aprenda bajo el magisterio de tu Espíritu a consolar a los tristes, confortar a los pusilánimes, levantar a los caídos, sufrir con los enfermos, abrasarme con los que se escandalizan y hacerme todo para ganarme a todos (1 Cor 9, 22; 2 Cor 11, 29). Concédeme que mis labios pronuncien palabras sinceras, justas y agradables, con las cuales crezcan en la fe, la esperanza y la caridad, en la castidad y humildad, en la paciencia y obediencia, en el fervor espiritual y en la devoción del alma”.
(Elredo De Rieval, La amistad espiritual. Oración pastoral, a cargo de Mariano Ballano, Monte Carmelo, Burgos 2002, p. 125).
Donazione totale di un Abate
“Signore, tu conosci il mio cuore. Quanto dia al tuo servo voglio usarlo e consumarlo per bene loro. Perfino io stesso mi arrenderò gustoso nel suo favore, (2 Cor 12, 15). Così sia, Signore, così sia. I miei sentimenti e le mie parole, il mio ozio ed attività, le mie azioni e pensieri, la mia prosperità ed avversità, la mia vita e la mia morte, la mia salute e malattia, tutto quello che sono, quello che vivo, sento e comprendo, tutto lo userò per quelli per chi tu stesso non dubitasti consegnarti.
Insegna, dunque, Signore, a questo tuo servo; insegnami, ripeto, per il tuo Spirito Santo come darmi ad essi e come prodigarmi per bene loro.
Concedimi, Signore, per la tua grazia ineffabile, sopportare con pazienza le loro debolezze, condividerle con misericordia ed aiutarli con discrezione. Che impari sotto il magistero del tuo Spirito a consolare i tristi, confortare i pusillanimi, alzare i caduti, soffrire coi malati, bruciarmi con quelli che si scandalizzano e diventare tutto per guadagnare tutti, (1 Cor 9, 22; 2 Cor 11, 29). Concedimi che le mie labbra pronuncino parole sincere, giuste e gradevoli, con le quali crescano nella fede, nella speranza e nella carità, nella castità ed umiltà, nella pazienza ed obbedienza, nel fervore spirituale e nella devozione dell'anima.”.